Qualcosa ti blocca? Non riesci a scrivere quanto vorresti? Guardi con ribrezzo i tuoi articoli e ti abbatti perché non sai come migliorarli? Sei perseguitato dagli utenti rompiscatole che ti danno dell’ignorante?

Non sprecare ulteriore tempo e candidati ora per le mie consulenze personali mirate.

Quante volte ti hanno detto “eh, ma scrivere di videogiochi è facile!!!”. Con tanti bei punti esclamativi.

E sai una cosa?

C’è una parte di verità.

Scrivere a casaccio di videogiochi è facilissimo.

Lo fa chiunque, sui social.

Lo fanno le IA.

E lo si fa anche in certi articoli raffazzonati, messi insieme alla meno peggio giusto perché bisogna tirar fuori qualcosa.

Ma scrivere BENE di videogiochi è difficile. Difficilissimo.

Alcune difficoltà sono ben note eh, di sicuro non ti dirò niente di nuovo, se parlo della questione temporale.

Quando hai a che fare con il nuovo GDR da 150 ore un po’ invidi i critici cinematografici, ammettilo.

Tanto più se quelle 150 ore diventano 200 e passa perché fai pure fatica a sconfiggere il boss di turno e devi grindare come un disperato. Mentre il tuo collega cinefilo si è guardato altri 30 film, nel frattempo.

E il tuo collega cinefilo non dovrà parlare di bilanciamento delle armi, di level design e di tante altre cose. Tanto per dire.

E allora, vista la situazione, perdere tempo in un caso del genere è ancor più drammatico che in altre situazioni.

Attenzione. Evitare di “perdere tempo” non vuol dire far le cose male, saltare pezzi di gioco e guardarsi il walkthrough (sempre che ci sia… magari stai giocando in anteprima).

Evitare di “perdere tempo” significa avere un sistema ottimizzato al meglio per scrivere contributi di alta qualità in un tempo ragionevole.

Io ogni tanto dico quanto ci ho messo a scrivere certi miei contributi, molto apprezzati peraltro, e le persone sbiancano.

“Come? In così poco tempo hai scritto una cosa così lunga, articolata e ben documentata?”

Questo l’ho sentito in diverse occasioni.

E la risposta è: sì. Non ci sono trucchi o inganni. Ho semplicemente perfezionato negli anni un metodo ottimale, ingegnerizzato, di lavoro sui testi.

C’è l’elenco delle mie pubblicazioni, a testimoniarlo.

E ricorda che io non scrivo a tempo pieno.

Io insegno in diversi corsi di diverse università e accademie…

Aggiungici poi i convegni, gli incontri, le conferenze a cui mi invitano come relatore…

Aggiungici il tempo per leggere. E io leggo circa 200 libri all’anno. E in questo numero non conteggio i fumetti (ne leggo molti, ma non tengo il conto)…

Aggiungici, ovviamente, il tempo di giocare ai videogiochi…

Eppure ho abbastanza tempo per scrivere.

Per scrivere tanto.

E per scrivere BENE.

Ti segnalo, per esempio, che praticamente tutti gli articoli accademici che ho scritto hanno superato un processo double blind peer review o un’altra forma di valutazione.

Per cui DEVONO essere solidi, completi, validi, efficaci.

Altrimenti sarebbero stati tutti bocciati.

Negli anni diverse persone mi hanno chiesto “ma come fai?”

Di solito ho sempre risposto, con una battuta, che dormo poco.

Ma non è vero.

Sì, in passato ho fatto qualche periodo “matto e disperatissimo” di scrittura notturna. Ma erano situazioni molto particolari, e non ci tengo a replicarle, né a consigliarle.

In realtà dormo più o meno come tutti gli altri.

E se qualche volta, magari perché particolarmente ispirato, faccio ancora una nottata di scrittura recupero poi il sonno il giorno dopo.

Per cui ho a disposizione lo stesso tempo di chiunque altro.

Ora, NON pensare che sia solo una questione di gestione del tempo.

Però ho fatto questo esempio perché è il più immediato. E a breve te ne farò altri.

Questa è solo una delle tante cose su cui posso aiutarti, dopo aver osservato la tua specifica situazione.

Sono infatti disponibile per delle consulenze personali mirate.

Niente massimi sistemi, niente modelli buoni per tutte le stagioni, niente fuffa.

Hai la possibilità di candidarti per una consulenza con una persona che da anni si occupa di videogiochi in università e che ha al suo attivo tantissime pubblicazioni, di qualsiasi tipo, divulgative e accademiche.

Chiedi subito una consulenza scrivendo a info@francescotoniolo.com

ATTENZIONE: io NON accetterò tutte le richieste di consulenza.

Ti chiedo di scrivermi nella mail di cosa hai bisogno proprio per questo motivo. E sulla base di quello vedrò se accettare o meno.

Hai bisogno di qualche esempio?

Eccone qui alcuni, tra quelli che ho sentito più di frequente.

Ho un’idea bellissima, ma non so come concretizzarla”

Questo mi è capitato tante volte. Con differenti livelli di genericità.

C’è stato chi mi ha chiesto consigli perché “ho in mente un libro, però non so a chi proporlo” a “ho l’idea X, ma non so se dovrei farci un libro, un articolo, ecc.”.

E ho anche visto il fallimento di tanti di questi progetti. Talvolta per una cattiva gestione del tempo dedicato alla scrittura (più avanti parleremo anche di questo problema specifico). Talvolta per altre ragioni.

A parte la gestione del tempo, di solito in questi casi emergono due grossi problemi.

1) Non sapere come gestire il progetto.

Questo aspetto può declinarsi in tantissimi modi. Può essere uno scollamento tra l’idea e il destinatario di riferimento. Può essere l’incapacità di comprendere a monte quanto poter scrivere su un certo argomento. Può essere l’argomento stesso ad avere tanti problemi, per come è stato impostato.

Si tratta solo di una piccola casistica, ma ho visto davvero un po’ di tutto. A volte qualche dritta è sufficiente per sbloccarsi, in altri casi serve un lavoro molto più attento di pianificazione.

2) Non sapere dove e come proporlo.

In altri casi, rispetto a quelli del punto precedente, le idee sono un po’ più chiare, almeno sul piano contenutistico.

Ma arriva sempre la domanda “secondo te a chi dovrei proporlo?”

Ora, partiamo dalla premessa che in molti casi il progetto stesso dovrebbe nascere avendo in mente la sua destinazione specifica. Ci sono anche situazioni differenti, ma in linea di massima è bene avere già in testa cosa sarà il prodotto finale. Per cui è sempre meglio ragionare fin da subito su questa cosa, senza aspettare.

Detto questo, spesso ho visto che si conoscono poco le differenti alternative, e soprattutto ciò che tali alternative comportano.

Io ho pubblicato un po’ ovunque. Da grandi editori come Rizzoli all’autopubblicazione. Dalle riviste accademiche internazionali ai siti divulgativi.

Manuali, saggi, articoli accademici, articoli divulgativi…

Sono stato autore, curatore, prefatore e anche ghost writer.

Su quest’ultima cosa – come potete intuire – non posso dirvi molto. Su tutto il resto vi rimando all’elenco delle mie pubblicazioni, qui sul sito.

E non c’è solo la mia esperienza diretta. Essa si affianca a un costante studio del panorama di riferimento, incrociato con le testimonianze con cui entro in contatto, con la mia esperienza personale e molto altro ancora. Su case editrici, riviste accademiche e tanto altro.

“Il pubblico non riconosce la mia autorevolezza”

Avete scritto un articolo. Viene pubblicato e condiviso. Qualche amico vi dà una pacca sulla spalla, complimentandosi per il ‘pezzone’.

Poi, però, arriva la pioggia dei commenti critici.

Quelli che dicono che non capite nulla, quelli che “sto articolo lo sapevo scrivere anche io!!!!”, quelli che vi danno dell’ignorante…

Ora, quello che critica tutto a prescindere salterà sempre fuori. Per esempio, se dovete scrivere un articolo corto su un argomento molto ampio e ramificato, è chiaro che non potrete dire tutto. E ci sarà sicuramente chi dirà che non si è parlato di X o di Y.

ma chiedetevi con quale frequenza avviene tutto ciò.

Se vi capita spesso potreste avere un bel problema.

Uno di quelli che genera molta frustrazione.

Quel che scrivete non comunica autorevolezza.

Se l’utente medio scrive in continuazione “questo lo sapevo fare anche io” (con magari l’aggiunta di “e pure meglio”), vuol dire che quanto scrivete non comunica alcuna differenza.

Ho sentito sollevare diverse volte questo problema. In tantissimi settori. Non è solo un problema di chi scrive di videogiochi. Ma in questa nicchia si vede MOLTO bene la cosa.

Perché all’utente medio non frega nulla della vostra ventennale carriera come giornalisti e/o critici. Se ai suoi occhi i vostri testi sembrano una cosa da “questo può scriverlo un utente medio”, poco importa quanto avete studiato, da quanti anni operate ecc.

E magari invidiate quell’altra persona che ha studiato pochissimo, che fa affermazioni super generiche, ma che appare molto più “autorevole” di voi.

Per fortuna si può intervenire per migliorare la situazione. E senza intaccare quella che è la vostra ‘scuola di pensiero’ o la vostra ‘voce’.

“Ho il blocco dello scrittore”

Classico problema da romanzieri. Ma miete vittime anche tra coloro che scrivono non-fiction.

Siete davanti alla pagina bianca. Non sapete cosa scrivere. Intanto il tempo passa. Vi sale l’ansia. Magari c’è anche una scadenza.

Se c’è una scadenza buttate giù qualcosa alla meno peggio. Fate il minimo indispensabile, ma non siete per nulla soddisfatti.

Se invece non ci sono scadenze rimandate all’infinito, con una serie di scuse sul fatto che in quel momento siete stanchi, che non è la giornata ideale, che ora avete troppi pensieri per la testa, che non siete ispirati…

Per fortuna ci si può ‘sbloccare’.

Non esiste una soluzione unica e universale. Ma consolatevi, perché esiste sempre una soluzione specifica, in base allo specifico problema che vi blocca davanti al foglio bianco.

Con alcuni di questi problemi ho dovuto fare i conti io stesso, anni fa, e li ho risolti prima di tutto su me stesso. In altri casi ho contribuito a ‘sbloccare’ altre persone.

Ho anche studiato tantissimi metodi a riguardo. Non vi proporrò nulla di preconfezionato, però. Ho sempre estrapolato e distillato quello che era il meglio per il caso specifico dell’occasione. A partire da me stesso, come detto.

Perché ci sono state occasioni in cui era OBBLIGATORIO che io potessi dare il 100%, scrivendo un testo ottimale nei tempi stabiliti. Ogni tanto accenno a certi episodi, se mi seguite.

E a proposito di gestione del tempo, c’è anche un altro caso similare…

So quel che devo scrivere, ma ci metto sempre troppo tempo

La mancanza di tempo è un problema diffusissimo. Soprattutto quando ci ha a che fare con scadenze molto particolari.

Possono essere le tempistiche dei siti, gli embarghi, le scadenze delle call for papers accademiche e molto altro ancora.

In tutti i casi però ci si sente soverchiati. Già bisogna ‘perdere’ un sacco di tempo per provare il videogioco… fare anche una ricerca accurata e condensarla in un buon articolo sembra utopia.

E allora ecco che di quando in quando c’è chi opta per la SBAGLIATISSIMA scelta di giocare per meno tempo. E magari tira fuori una recensione su un gioco di cui non conosce il finale. E il finale fa schifo. Ma la recensione non lo dice.

Abbiamo tutti in mente dei casi similari.

Accelerare il ritmo solo per tirar fuori un risultato scadente, o comunque mediocre, è un pessimo risultato per tantissimi motivi. Soprattutto se vi capita TUTTE le volte.

Magari, invece, siete rigorosi, ma lenti.

Il che va benissimo se scrivete due articoli all’anno per puro hobby. In questo caso potete andare con calma. Ma, anche qui, poter ottenere lo stesso – decoroso – risultato in un tempo inferiore non è che faccia proprio schifo.

Io ho la soluzione, per fortuna.

E senza nessun ‘trucchetto’ per giocare meno, per ingannare gli altri o per ‘riciclare’ contenuti.

Queste NON sono soluzioni. Sono dei palliativi. Sono come una caramella per la tosse offerta a una persona con la bronchite cronica. Magari gli dà quei pochi secondi di sollievo, ma non risolve assolutamente il problema.

Il mio sistema personale unisce la gestione del tempo, una serie di lavori pregressi da fare oggi per agevolarsi il domani, una consapevolezza ben definita del prodotto testuale da produrre e una variegata esperienza sul campo. Unita a un po’ di motivazione, che non guasta mai.

Mi è capitato, in più occasioni, di vedere scadenze che slittavano perché la maggioranza delle persone non inviava in tempo l’articolo/il capitolo di libro/ecc. della situazione.

E io, in quelle circostanze, avevo già consegnato in anticipo. Degli ottimi contributi.

“Non so dove trovare le fonti e come scegliere le migliori…”

Questa è la classica domanda di diversi tesisti. Ma non è solo un problema che riguarda chi fa la tesi.

Anzi. C’è un problema in più, quando si è fuori dall’università.

Chiedere al proprio relatore delle informazioni similari non dà problemi, perché siete all’interno di un percorso di studio, per cui è normale fare domande e imparare cose.

Ma se già operate nel settore, o state per entrarci, c’è una maggior ritrosia. Perché siete le persone già esperte. Dovreste sapere benissimo come agire in tal senso.

Eppure, con differenti gradazioni, qualche problema c’è sempre.

Soprattutto con certe fonti “accademiche”.

Quali sono? Dove si trovano? A cosa mi servono? Come le distinguo?

Emergono parecchie difficoltà, in merito. Sicuramente nel mondo del giornalismo e della critica divulgativa. Ma non solo. Talvolta anche a livelli più ‘alti’ si possono trovare persone che si arroccano su pochi testi, sempre gli stessi, forse gli unici che conoscono.

Anche su questo, per fortuna, si può intervenire.

Questi sono solo alcuni esempi. Potremmo anche andare avanti.

Ti rispecchi in una di queste situazioni?

Hai qualche altro problema che ti impedisce di dare il massimo nella scrittura?

Hai un progetto fermo da mesi (per non dire anni)?

Non vedi l’ora di dare il tuo contributo alla cultura videoludica, ma non sai come muovere i primi passi?

Il publish or perish non ti fa dormire la notte?

Io posso aiutarti.

E posso farlo senza farti perdere un sacco di tempo.

Perché potresti anche muoverti per tentativi, arrivando prima o poi a trovare la quadra. Ma è difficile, è lungo. C’è un altissimo rischio di buttare via tempo, energia e soldi senza andare da nessuna parte.

Richiedi invece una consulenza personale mirata con me.

Dimmi cosa ti blocca nella scrittura e io lo risolvo.

Senza perdite di tempo e senza fuffa.

Perché io non ho tempo da perdere. E direi neanche tu.

Il mio è un reale e costante lavoro sui testi non-fiction.

E lo faccio occupandomi di videogiochi. Per cui conosco esattamente quali sono gli specifici problemi che possono saltar fuori.

Perché, diciamocelo, i grandi principi teorici vanno sempre bene, ma poi bisogna sapere realmente come calarli nel caso concreto.

A meno che non si voglia perdere un sacco di tempo ed energie provandole tutte, come ho già detto. Ma se sei qui non vuoi perdere tempo.

Io ho scritto, editato e curato tanti testi anche al di fuori dell’ambito videoludico. Per cui so dirti con estrema precisione quali sono le difficoltà specifiche. E le soluzioni altrettanto specifiche per risolverle.

Dirò di più.

Non ho lavorato solo su me stesso.

Ho supervisionato testi di ogni genere.

Ho seguito decine di tesisti.

Ho fatto il referee anonimo decine di volte.

Ho editato testi per realtà di spicco.

E ho anche centinaia di ore di insegnamento universitario all’attivo.

Per cui insegno abitualmente in contesti ‘alti’. E ho a che fare con i testi di saggistica in ogni forma e da ogni angolazione.

Ma se hai dato un occhio all’elenco delle mie pubblicazioni o alla mia bio lo sai già.

Per cui liberati dei tuoi blocchi di scrittura e prenota una consulenza.

1 ora di consulenza: 200 €

2 ore consecutive di consulenza: 300 € (150 € all’ora)

ATTENZIONE: non è detto che terrò questi prezzi per sempre, in futuro potrebbero aumentare.

Chiedi subito una consulenza scrivendo a info@francescotoniolo.com

NON accetterò tutte le richieste di consulenza.

Scrivimi nella mail di cosa hai bisogno proprio per questo motivo.

Se la tua richiesta non fosse in linea con quello di cui mi occupo te lo dirò subito.

Se, invece, mi andrà bene lavorare con te, ti verrà indicato come procedere e decideremo la data della consulenza.

Vediamo un po’ insieme qualche caso.

Vuoi iniziare a scrivere di videogiochi ma non sai da dove partire?

Sei nel posto giusto e in una condizione ottimale.

Quando iniziai io, più di sette anni fa, persi diverso tempo, perché non avevo ancora ottimizzato al meglio quel che bisognava fare.

Tu puoi partire subito con il piede giusto, senza perdite di tempo e insoddisfazione, con un condensato del mio metodo di lavoro, che ho sempre più affinato negli anni.

Scrivi già da tempo, ma senti che ti manca qualcosa?

Probabilmente sei sulla buona strada, ma hai qualche problema che ti affossa o ti rallenta.

In molte situazioni del genere sono sufficienti una o due ore ben mirate, se per il resto scrivi già in maniera funzionale.

Un piccolo investimento temporale per avere maggiore tranquillità e meno frustrazioni.

Sei uno youtuber, uno streamer o un creatore di contenuti?

Anche se non scrivi, questa consulenza è l’ideale per te, se vuoi portare in video un approccio critico al medium videoludico.

Se vuoi fare solo gameplay leggeri lascia perdere.

Ma sono anni che siamo saturi di gameplay leggeri.

E siamo anche saturi di persone che scimmiottano i migliori canali di critica e commento senza avere basi solide.

Non cadere in questo stesso errore.

Puoi scoprire come differenziare qualitativamente il tuo approccio discorsivo.

Hai un libro che vuoi scrivere, ma non sai da dove partire?

Molti hanno il sogno di pubblicare un romanzo. Ma c’è anche chi sogna di pubblicare un saggio. E non sono pochi.

Magari sono anni che vuoi scrivere un bel saggio sul mondo dei videogiochi, però ti blocchi sempre, perché manca il tempo, perché non sai cosa dire, perché non sei sicuro di poter usare una certa fonte, perché ti chiedi se ne esistano di migliori e perdi un sacco di tempo a cercarle…

O magari hai fatto tutto questo e non sai a chi proporlo. E magari vorresti pubblicarlo senza dover pagare un sacco di soldi (sì, può succedere). O magari sei disposto a pagare, ma perché quel saggio ha per te una funzione particolare (sì, può succedere anche questo).

Non lasciar passare mesi senza combinare nulla. Contattami e ti aiuterò a capire come procedere, a seconda di quelli che sono i tuoi obiettivi.

Non ti occupi di videogiochi, ma vuoi comunque una mia consulenza?

Scrivimi una mail e spiega la tua posizione. Poi valuterò se accettare comunque oppure no.

In linea di massima non è qualcosa che mi interessa, ma se il tuo caso fosse compatibile con quello di cui mi occupo potrei accettare.

Pensi di sapere già tutto e di essere già bravissimo e perfetto?

Ottimo. Risparmia il mio tempo e non mandarmi nessuna mail.

Però non dare la colpa al governo, al clima o agli astri avversi, se le cose non andranno per il meglio.

Perché è troppo facile dare sempre la colpa agli altri, senza lavorare su sé stessi.

In tutti gli altri casi…

Chiedi subito una consulenza scrivendo a info@francescotoniolo.com

Domande frequenti

  • Ho scritto una mail, entro quanto tempo riceverò risposta?

Solitamente entro un paio di giorni, ma in certi momenti potrebbe volerci un po’ di più, perché ho parecchi impegni altrove. Se non dovessi farmi vivo per una settimana mandami una seconda mail.

  • Come si svolgerà l’incontro?

L’incontro si svolgerà sulla piattaforma Teams. Nei primi 5-10 minuti (che NON saranno conteggiati nell’ora effettiva) verificheremo che sia tutto a posto e faremo un check su quanto avevi scritto nella mail. Poi inizieremo. La consulenza può, a tua discrezione, essere registrata oppure no, così che tu possa riascoltarla in futuro.

  • E se non ho Teams?

Possiamo utilizzare Skype. Nel caso fallo presente nella mail, insieme alle altre informazioni.

  • Si può chiedere un rimborso?

Si può chiedere un rimborso entro e non oltre 30 giorni dall’acquisto, se e solo se la consulenza non è ancora stata fruita.

Chiedendo il rimborso non sarà più possibile acquistare ulteriori consulenze in futuro.

  • Quanto tempo ho per usufruire di una consulenza acquistata?

Una consulenza pagata va calendarizzata e svolta nell’arco di un anno solare dal momento dell’acquisto. Se, entro la scadenza dell’anno, una consulenza acquistata non fosse stata utilizzata quella andrà persa, senza possibilità di rimborso. In ogni caso è difficile che accada, perché ti inviterò a calendarizzarla e usarla molto prima.

  • Ho calendarizzato una consulenza ma ho un problema, posso cambiare data e/o orario?

Sì, è possibile chiedere una singola volta di spostare o annullare una sessione già fissata.

In quel caso bisogna comunicarlo con un minimo di 5 giorni di anticipo sulla sessione stessa. Per preavvisi inferiori ai 5 giorni mi riserverò la possibilità di rifiutare la richiesta di spostamento o annullamento.

  • Ho un contrattempo dell’ultimo minuto, che succede?

In caso di ritardi superiori a 15 minuti la sessione sarà annullata, senza possibilità di rimborso. Consiglio pertanto di controllare bene la connessione internet e la propria strumentazione e di essere sicuri di non avere altri impegni ravvicinati.

Se invece fossi io impossibilitato a erogare il servizio la consulenza sarà ricalendarizzata, sempre secondo le disponibilità di entrambe le parti.