Protagoniste femminili nei videogiochi italiani. Sono tante? Poche? Pochissime?

In questi giorni sto consultando un gran numero di fonti sui videogiochi italiani, per un libro che sto scrivendo (e di cui spero di parlarvene a breve, non manca molto alla conclusione).

In un contributo di qualche anno fa veniva chiesto ad alcuni addetti ai lavori cosa sapevano sulle protagoniste femminili presenti nei titoli italiani.

La maggior parte ne sapeva nominare giusto un paio. Ammettendo anche, tuttavia, che seguivano generalmente poco la scena italiana.

Mai Child of Ages
Mai Child of Ages di Chubby Pixel

Per curiosità, partendo da qui, ho voluto fare un piccolo esperimento.

Ho preso in considerazione i videogiochi italiani elencati in due miei video, in ciascuno dei quali ne citavo 127 (più alcuni bonus) per un totale di quasi 260 videogiochi.

Per chi volesse vedere i due video (anche solo per capire quali sono i videogiochi citati):

Questo qui è il video coi primi 127.

Il secondo video, in cui ce ne sono altri 127, è invece questo qui.

Non sono certo la totalità di quel che è stato prodotto in Italia ma per un veloce test è un numero dignitoso.

Li ho suddivisi in quattro categorie:

  • Protagonista maschile
  • Protagonista femminile
  • Protagonisti maschili E femminili (è il caso di personaggi multipli o di scelta del proprio avatar)
  • Non identificabili (giochi di corse senza piloti, avatar astratti, avatar completamente anonimi, ecc.)

Questi qui sono i risultati:

  • Videogiochi italiani con protagonista maschile: 104
  • Videogiochi italiani con protagonista femminile: 43
  • Videogiochi italiani con protagonisti sia maschili che femminili: 53
  • Videogiochi con protagonisti non identificabili: 55

Qualche veloce considerazione:

  • Come intuibile, questi numeri non dicono nulla sulle qualità delle rappresentazioni, quello sarebbe un discorso a parte
  • In linea di massima, prendendo in considerazione solo i videogiochi degli ultimi anni il numero dei personaggi femminili (come uniche protagoniste o in alternanza a quelli maschili) cresce considerevolmente.
  • Mi ha stupito il numero dei protagonisti non identificabili, che pensavo sarebbe stato più basso. Hanno contribuito i videogiochi – soprattutto del passato – come puzzle games, sparatutto a scorrimento con navicelle senza un pilota identificabile e cose del genere. Ma ci sono comunque diversi casi dove sappiamo che c’è un personaggio ma non ha alcuna caratteristica identificabile (come in alcuni horror in prima persona).
  • La suddivisione non è perfetta. Possono esserci casi in cui magari c’è una singola battuta che non ricordo o mi è sfuggita da cui è possibile dedurre il genere del personaggio o cose del genere. Ma direi che i pesi non cambierebbero radicalmente, al massimo può esserci qualche caso dubbio.
  • Avevo pensato di mettere anche una quinta voce legata a personaggi non-binary ma quelli esplicitamente presentati come tali erano praticamente inesistenti. Al più, ci sono personaggi (non umani) con un genere sostanzialmente “neutro”.
  • Come accennavo, i videogiochi selezionati non rappresentano certo il totale della produzione italiana. Ma se non altro il “listone” da cui sono partito spaziava parecchio tra vari generi, produzioni vecchie e nuove, indie e grandi produzioni, ecc. Per cui ha se non altro il pregio di partire da una buona varietà interna.

Tirando le somme, i videogiochi in cui c’è un protagonista maschile (esclusivo o alternato) sono 157.

Quelli con una protagonista femminile (esclusiva o alternata) sono 96.

Messa giù in questi termini non è certo una differenza abissale. Anzi, sono abbastanza sicuro (basandomi anche su quelle interviste che citavo a inizio articolo) che molti si sarebbero aspettati un divario ben più consistente.

Detto ciò, non posso far a meno di notare che i protagonisti esclusivamente maschili rimangono molto più numerosi di quelli esclusivamente femminili. Se escludiamo i videogiochi in cui si alternano o si può personalizzare l’avatar, quelli maschili sono più del doppio.

Detto ciò, lascio volentieri ad altri il compito di fare questo piccolo esercizio su un campione più esteso, se qualcuno avrà voglia di cimentarsi. Altrimenti non escludo che potrei ritornare io stesso sull’argomento, in futuro, visto che mi occupo sempre più spesso di videogiochi italiani.